sabato 9 novembre 2013

Ecco un po' di presine che mi hanno chiesto di fare come regalini per Natale...
Appena ritrovo le foto, metto anche quelle a forma di gatto che ho fatto per regalare io stessa :-)





venerdì 8 novembre 2013

Super-mamme

Chi ha letto qualche libro sull'educazione empatica, non avrà potuto fare a meno di notare le testimonianze che di solito vengono inserite in questi libri, così come in tanti blog di mamme-bricolage.
Si tratta di storie di mamme e bambini che spesso fanno nascere un forte senso di inadeguatezza, in me, quando le leggo. Perché, a parte le storie ordinarie di difficoltà quotidiane superate con amore e pazienza (e già lì vacillo un po'), si leggono spesso storie di mamme che si svegliano all'alba col sorriso, preparano la colazione a bambini sorridenti e collaborativi che mescolano con cura l'impasto dei pancakes (rigorosamente bio e alla frutta), mentre mangiano una tazza di muesli preparato con cereali bio e frutta bio, a km zero. Spesso, poi, hanno già preparato una bella torta di carote (bio) o tanti panini con pasta madre in lievitazione dalla mezzanotte precedente...
Queste mamme, poi, montano in bici col bambino, vanno felici verso la scuola, per pedalare poi verso il mercatino rionale, bio e a km zero, riportando a casa, sempre pedalando veloci e sorridenti, col vento nei capelli (biondi) e il vestito stile Holly Hobbie, chili di verdura e frutta nel cestino della bici.
Poi passano il pomeriggio a fare collages, biscotti, lotte sul lettone, giardinaggio ecc... col figlio sorridente.

Un momento.

Forse anche io avrei figli collaborativi e felici, in una situazione come questa.

MA.

La mattina, a meno di non svegliarsi due ore prima, non c'è tempo di fare tutto questo. Non c'è tempo e c'è troppo sonno. Il bambino non vuole alzarsi perché non vuole andare a scuola. Il tempo passa e col cavolo che posso preparare i pancakes. Il sole che inonda la stanza... forse se ci alziamo alle otto...

La spesa nel mercatino... dove entra una spesa per tutta una famiglia, nel cestino di una bici? A meno di non andare TUTTI i giorni al mercato... Vorrebbe dire passare TUTTE le mattine al mercato. Alla faccia del lavoro, della casa e della pasta madre da far lievitare.
Poi, occorre che il marito abbia uno stipendio da dirigente, per potersi permettere la spesa bio al mercato... Meglio optare per il bio della Coop sotto casa. Forse meno etico, ma almeno si arriva a fine mese...

Tralascio ogni commento sull'aspetto fisico di queste mamme, sigh, che non devono aver mai partorito (ah, ma queste mamme fanno sempre palestra! - quando, non si sa -).

"quando passo il pomeriggio a fare biscotti con i miei bambini e li lascio liberi di impastare, impiastricciarsi, la connessione con lor è perfetta, vedo che sono più distesi e collaborativi"...........

.......

Ora, a parte che passare ogni pomeriggio a fare biscotti, bricolage, giochi con l'acqua, i colori, la pasta di sale e tutto il resto vuol dire avere una collaboratrice familiare che ti fa tutto il resto, ma... quando ho fatto qualcosa in cucina con mio figlio, la cucina è diventata una sorta di Hiroshima della farina, una Caporetto delle tempere... e un: "non mi va più" lasciandomi, novella Florence Nightingale, a raccogliere cadaveri di tubetti, pennelli spelacchiati ecc...

Insomma, abbiamo capito che non sono una mamma perfetta.
Ogni tanto anche io ho fatto attività con i miei bambini (a turno, hanno età diverse), a volte mi sono divertita, altre meno. Anche io sostengo che si debba mangiare sano e possibilmente bio e km zero. Anche io cerco di rispettare i miei bambini e di essere empatica ecc ecc...
Ma ditemi che non sono la sola che, a fine giornata, è stanca e le scappa un "adesso basta, ti ho detto di andare a letto!!!" Con l'empatia e la dolcezza di un facocero infuriato...

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Ok, Avete letto fin qui e avete pensato: ecco la solita campagna contro le mamme empatiche, contro l'educazione dolce, questa qui è una di quelle che esaltano la sculacciata, il "tempo per sé", il "meglio un tempo di qualità che di quantità" ecc...
Ebbene... sono quasi vent'anni che gioco a Pokémon, carte di ogni tipo, giochi da tavolo, cacce al tesoro per casa, battaglie con armi giocattolo facendo "bang!", letture ad alta voce...
Ma... a volte sono stanca.
A volte vorrei potermi sedere e leggere un libro da sola o mettermi a ricamare.
A volte mi scappa la pazienza e grido.
Come faranno queste mamme ad essere sempre così placide e meravigliosamente perfette?
......
Non è che hanno anche accanto un compagno altrettanto simile a loro, un compagno che le aiuta quando, prese da una costruzione con pasta di sale e un libro della Pimpa, hanno dimenticato di mettere su la cena? (o che si mette a leggere la Pimpa mentre loro pensano alla cena...)

E... io ne conosco di mamme molto simili a queste. Amiche fantastiche, persone speciali.
Questo post è un concetrato di invidia vero di voi.
Vi voglio bene

giovedì 24 ottobre 2013

Sogno

Sogno un mondo in cui lasciare un bambino solo per ore ad urlare sia considerato per quello che è: una violenza psicologica (e fisica, è dimostrato che piangere a lungo fa danni al cervello e aumenta gli ormoni dello stress in circolo), così come costringere i bambini a mangiare sotto minacce e ricatti, o togliergli il seno mettendoci sopra roba schifosa e lasciandoli piangere negandoglielo...
Un mondo in cui non si lasciano piangere al buio da soli "così imparano a dormire"
Un mondo in cui non si dice ad un bambino: "stai zitto che sei piccolo" e non si dice: "Se non fai il bravo arriva l'uomo nero e ti porta via (o: non ti voglio più bene)"
Sogno un mondo di amore, rispetto, comprensione, ascolto, empatia... per tutti, non importa quanto sono alti...

Ricordi

Strana cosa, la memoria.
Basta poco: un odore, un'immagine, un suono e ti può tornare in mente un ricordo che avevi seppellito chissà dove.
Oppure può risvegliarsi per qualcosa di banale, che non c'entra nulla con ciò che ti sta succedendo, un ricordo che hai sempre dentro...
Come è successo due giorni fa.
Con mio marito abbiamo deciso di guardarci una puntata del telefilm "attenti a quei due", risalente al '71...
Appena è partita la sigla, che ricordo perfettamente, musica e immagini, anche se in bianco e nero (la mia prima tv è entrata in casa mia quando avevo otto anni e ancora non c'era il colore...), sono stata travolta dalle emozioni.
Più che dai ricordi.
Ho riprovato la sensazione di pace, di divertimento, che c'era in casa a quel tempo. Ho sentito il calore della mia famiglia, le risate con mio fratello, le carezze della mia mamma.
Mi è venuto un groppo alla gola e ho fatto tanta fatica per non mettermi a piangere.
Mio marito non credo che capirebbe.
A quel tempo tutto era perfetto. Tutto come "doveva essere".
Una mamma, un babbo, fratelli... casa, scuola, amici... amore e risate, giochi, passeggiate, uscite in bicicletta, vacanze, compiti, litigi...
Adesso i miei genitori non ci sono più.
Noi fratelli siamo divisi, ognuno con la sua vita e soffriamo di vederci così poco.
La famiglia che sognavo di costruire non è così come la immaginavo. Non come era la mia.
E ne soffro.
E me ne faccio una colpa.
Se solo i miei genitori fossero vissuti più a lungo, per insegnare ai miei figli cos'è l'amore, per insegnargli che ci si può amare follemente per tutta la vita...
E' bastata una sigla di un vecchio telefilm.

mercoledì 9 ottobre 2013

Sacchettini profumati

Ecco qua due sacchettini profuma-biancheria fatti per la vicina...
LA foto è sempre sfuocata, ahimè...

Centrotavola monocromatico

Questo è un regalo di Natale per la mamma della mia cognata. Una persona davvero speciale!
Purtroppo non sono molto brava con le foto... Quando usavo la mia Reflex andava meglio, adesso con queste digitali non so regolare luce, profondità di campo... uff...

Settimana Mondiale dell'Allattamento!!

Sì, ok, è finita il 7 ottobre, ma riesco a postare solo adesso :-P
 
Pronti... attenti... SAM!