giovedì 18 gennaio 2024

Sonno, metodi, bambini, "errori"...

Continuano ad apparirmi su Facebook post, pubblicità, interventi sul sonno dei bambini. Ognuno di essi ha sempre le stesse caratteristiche: parla della stanchezza dei genitori, parla degli errori che essi commettono con il loro bambino o bambina, spiega che con quel tale metodo tutto diventerà facile e il bambino dormirà tutta la notte, addormentandosi da solo.

Nessuno ti spiega come sia strutturato realmente il sonno dei bambini, la sua fisiologia in un neonato, in un bambino di pochi mesi, oltre l'anno ecc... Non si parla di fasi di sviluppo, di maturità neurologica, di bisogno primari, di istinti, ecc..., ma si fa leva sulla stanchezza, si induce il senso di colpa dicendo che se il bambino non dorme è perché hai commesso degli errori, si offre una soluzione facile: tranquilla/o, ci sono qua io a dirti come fare. 

Ora, io vorrei provare a dire altre piccole cose. Ad esempio: che significa "non dorme"? Dormire è una necessità vitale, uno stato comportamentale che ogni animale mette in atto e che il bambino già attua in utero. Non è necessario insegnare a dormire più di quanto non lo sia insegnare a respirare.

Credo quindi che l'affermazione "non dorme" dovrebbe essere seguita da: "... Come vorrei... come mi aspettavo..." Perché noi adulti abbiamo una modalità di sonno diversa: ci addormentiamo da soli entrando subito nel sonno profondo, abbiamo pochi cicli di sonno intervallati da microrisvegli dei quali quasi mai ci rendiamo conto (a parte qualche saltuaria corsa in bagno o l'apertura di un occhi per guardare l'ora) e quasi sempre, se capita di svegliarci, riusciamo a riprendere sonno da soli quasi subito. I bambini sotto i tre-quattro anni, no. Hanno meno fasi di sonno N-REM (il sonno "profondo"), hanno più cicli di sonno e nel passaggio da una fase ad un'altra sono più suscettibili ai risvegli; hanno anche bisogno di svegliarsi, fino ad una certa età, per nutrirsi, per essere protetti dalla SIDS, per essere accuditi dai genitori... Tutto questo, perché? Nel corso della nostra evoluzione, il sonno dei piccoli si è adattato per garantire il più possibile la loro sicurezza e quindi la loro sopravvivenza: un cucciolo umano che dorme tante ore fermo e tranquillo non è al sicuro, in una grotta o in una capanna, perché il genitore potrebbe allontanarsi pensando che tanto il piccolo è tranquillo e non ha bisogno, esponendo il bambino al pericolo dei predatori o del freddo. Quindi la natura ha pensato ad un sistema che permetta ai piccoli di essere sempre vicino al genitore, al sicuro, al caldo, ben nutriti (i bambini che poppano di notte assumono circa un terzo del fabbisogno calorico giornaliero).

Non possiamo quindi, modificare il risultato di milioni di anni di evoluzione con qualche metodo o semplicemente dicendo che qui siamo al sicuro e quindi il bambino non ha motivo di svegliarsi, perché lui non lo sa. Fra l'altro questo sistema ha ancora motivo di esistere visto che gran parte della popolazione non nasce in una casa sicura, al riparo. Il bambino nato nell'attico a Milano ha gli stessi istinti e bisogni di quello nato nella foresta amazzonica, oggi. 

Quando si parla di sonno dei bambini, quindi, sarebbe prima di tutto importante spiegare la fisiologia e come cambia in base all'età. Ad esempio leggendo il bellissimo libro di Alessandra Bortolotti: "i cuccioli non dormono da soli", un libro che spiega non solo il sonno, ma parla di relazione, di famiglia, di accudimento.

È anche importante sapere che non è colpa nostra se il bambino ha alcuni risvegli, se vuole dormire vicino a noi, se si addormenta poppando... Sono tutte cose previste dalla natura e, anzi, selezionate da essa perché sono efficaci per garantire la sicurezza e il benessere del bambino. 

Nessun cucciolo dorme separato dalla madre, poppare è estremamente rilassante e nel latte materno esistono sostanze che facilitano e inducono l'addormentamento, per cui è la natura stessa che ha previsto che un bambino si addormenti più facilmente in braccio o vicino ai genitori e poppando. Non c'è nulla di sbagliato.

È anche importante sottolineare che i bambini non si svegliano volontariamente. Nessuno, nemmeno un adulto, può farlo. Il bambino non si sveglia perché vuole il seno, ma vuole il seno perché si è svegliato e quello è il modo più rapido, piacevole, conosciuto, per tornare a dormire.

Quello che servirebbe sapere, dunque, quando si decide di avere un bambino, sarebbe conoscere la fisiologia del sonno e anche capire come fare a riposare con l'arrivo di un neonato.

Crescendo, se si vuole, si può anche provare a fargli apprendere altre modalità per riprendere sonno, che non prevedano l'intervento dei genitori in modo che, quando si sveglia, riesca a riprendere sonno in autonomia. Non è sempre facile, non sempre si riesce. Quello che conta è farlo senza il classico "lascialo piangere, vedrai che smette". Sarebbe meglio aspettare un'età in cui si possa parlare con lui, per spiegare anche i nostri bisogni e cosa gli stiamo chiedendo.

Quello che è certo è che tutti crescono e tutti imparano a riprendere sonno da soli, sebbene dormire vicino a chi si ama sia comunque di aiuto e di conforto a qualunque età.



P. S. Oltre al libro di Alessandra, suggerisco la lettura del libro: "sogni d'oro", pubblicato da La Leche League e dell'articolo di Antonella Sagone https://antonellasagone.it/2022/01/08/perche-i-metodi-per-insegnare-a-dormire-non-sono-consigliabili/


domenica 24 dicembre 2023

Natale 2023

Anche quest'anno, silenzioso, senza troppo clamore, nascondendosi fra le luci, i panettoni, le mille vetrine scintillanti, è arrivato questo piccolo bambino che segnerà per sempre il nostro mondo, tanto da fare dividere la storia in due: prima e dopo Cristo. 

E così come ha diviso la storia, continua oggi a dividere il mondo. Fra chi crede che questo bambino uguale a milioni di altri bambini sia il figlio di Dio e chi crede che sia un rsaltato, un illuso, un aognatore o, al massimo, un grande profeta.

Nel giorno in cui festeggiamo questa nascita, è accaduto per me, come per moltissime altre persone, che una persona cara abbia lasciato questo mondo. E così, come sempre accade da quando esiste la vita sulla terra, morte e vita si intrecciano in una danza senza fine, un continuo susseguirsi di esplosioni di gioia e oceani di dolore.

Senza la morte non esisterebbe la vita. Questa vita che nasce, questo Bambino che arriva per noi è già lui stesso segnato da quello che sarà il suo destino: la mirra, il dono ricevuto poco dopo la sua nascita da uno dei sapienti che arriverà a rendergli omaggio, è una sostanza che veniva usata dagli Egizi per conservare i corpi dei defunti. Uno strano regalo, per un bambino, non vi pare? 

Ma questo Bambino viene proprio per ricordarci che da ora in poi la morte non è più il piombare nel nulla senza speranza. È solo un passaggio ad un'altra vita, più piena, senza dolore, senza fine. 

E io vorrei celebrare così questo Natale, nell'attesa di ritrovare i miei cari, poterli abbracciare di nuovo e vederli di nuovo felici, senza dolore, senza preoccupazioni, in pace.