domenica 28 agosto 2016

Considerazioni dopo il terremoto

Lo so, sono noiosa e cavillo sempre su tutto, come ogni buon fiorentino.
Però mi chiedo perché, ogni volta che accade una disgrazia, una strage ecc... ci sia la corsa ad intasare web, telegiornali e programmi vari delle storie delle vittime. Sembra che ci sia una gara a chi trova la storia più triste, più commovente. E allora c'è la ragazza salvata dal cane che però poi e morto per la fatica; i giovani sposi che per caso avevano scelto quel giorno invece di quello dopo; il pompiere che muore per salvare il bambino è così via (me le sto inventando, ma sono sempre di questo tipo)...
Non sono già abbastanza tragiche le situazioni in sé?
Perché aggiungere dolore al dolore, mettere in piazza storie e dolori che appartengono solo a chi li sta vivendo?
Perché le persone sono così assetate di dolore altrui?

lunedì 1 agosto 2016

La mia idea per la pace

Sono cresciuta in una famiglia che è sempre stata una specie di "porto di mare"... parenti e amici erano sempre i benvenuti, c'era sempre un posto, un materasso da mettere in terra, la poltrona letto da aprire, un posto in più a tavola (a volte anche tre o quattro). Mio babbo non diceva mai di no ad un parente nel bisogno, mia mamma e mio babbo accoglievano gli amici di mio fratello provenienti da ogni parte del mondo senza mai far caso al fatto che non capissero una parola di italiano o che avessero un colore diverso dal nostro. Ci si capiva, si rideva, ci si arrangiava, si imparava l'accoglienza e si imparava che non importa di che colore sei o in che cultura sei cresciuto: tutti abbiamo bisogno di amore e rispetto, di accoglienza e dialogo.
Grazie mamma e babbo, perché grazie a voi ho imparato a rispettare ogni essere umano, ho imparato che siamo tutti uguali seppur diversi, ho imparato che un sorriso e una porta aperta sono le basi per la pace.
A scuola dicevo spesso, quando si tirava fuori l'argomento "pace" che sarebbe bastato che ognuno di noi avesse un amico in un paese straniero per rifiutarsi di fare la guerra contro quel paese; che sarebbe bastato essere in pace col vicino di casa, che a sua volta sarebbe stato in pace col suo e così via, fino ai confini del mondo. Gli insegnanti mi dicevano che erano utopie, che vedevo tutto rosa, che un giorno "avrei sbattuto il naso contro la realtà".
Sono passate decine di anni, ma continuo a pensarla così, perché è così che sono cresciuta e ho visto che è possibile, che può accadere.



Foto di cottonbro da Pexels

domenica 12 giugno 2016

Sogno


Sogno un mondo in cui le persone, quando si guarderanno negli occhi, vedano solo un altro essere umano, non un maschio, una femmina, un gay, un diversamente abile, un nero, un giallo, un bianco, un ebreo o un cristiano...
Un mondo in cui non si uccida chi tifa per una squadra diversa dalla tua.
Un mondo in cui non si distruggano i monumenti del nostro passato solo perché appartenevano ad una fede diversa dalla tua.
Un mondo in cui non si nascondano rifiuti tossici sotto i prati in cui coltiviamo il cibo per noi e per i nostri figli.
Un mondo in cui la vita venga prima dei soldi.
Un mondo in cui i bambini possano nascere nel rispetto e vivere nell'amore.
Un mondo in cui le donne siano considerate persone e non oggetti.
Un mondo in cui la natura sia protetta e non violentata.
Un mondo in cui gli animali siano trattati con rispetto e amore, perché sono esseri viventi che soffrono e provano emozioni come noi.
Sogno un mondo di pace. Di amore.
E tu, cosa sogni?

lunedì 23 maggio 2016

La gioia di Dio


Ieri ascoltavo il passo del libro della Sapienza in cui essa afferma di se stessa che "giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre". Ecco, questa immagine mi è apparsa di una bellezza straordinaria.
Molti pensano alla sapienza di Dio come a qualcosa di molto serio, pensano a Dio come nelle classiche immagini: vecchio, severo. Qui, invece, la Sapienza di Dio si presenta come una figura femminile che gioca allegramente come una bambina, mentre il mondo viene creato.
Secondo me tutto ciò mostra la gioia che ha provato Dio a creare tutto. Mostra che Dio vuole che anche noi gioiamo e giochiamo come bambini.
Mi richiama il passo del Vangelo in cui Gesù afferma "se non ritornerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli".
Che non significa diventare ingenui o senza pensieri, ma ritornare ad essere capaci di stupirsi per le meraviglie del creato, ma anche per le piccole cose. Essere capaci di provare Gioia pura, di "giocare" con Dio, lieti della sua presenza in mezzo a noi. Dio, come dice papa Francesco, non vuole cristiani tristi. I cristiani dovrebbero essere persone gioiose. Non perché incapaci di vedere i mali del mondo. Non perché se ne infischiano. Ma dovrebbero mostrare al mondo che anche davanti alle difficoltà, possiamo contare sulla forza che Dio ci può dare per affrontarle. Dovrebbero mostrare al mondo che, alla fine, Dio riuscirà a trasformare anche i nostri disastri in qualcosa di buono, perché alla fine sarà il suo progetto di amore che vincerà sui mali del mondo. Quindi i cristiani dovrebbero trasmettere questa gioia di sapere che tutto è nelle mani di Dio, che su di lui si può contare.
Basta con i cristiani che predicano catastrofi per chi non si converte. Basta con i cristiani dai musi lunghi, tutti compresi nel loro ruolo di "siamo tutti peccatori, dobbiamo pentirci... la religione è una cosa seria, non si scherza con Dio" e via dicendo.
Perché mai qualcuno dovrebbe pensare di diventare cristiano, se vede che i cristiani sono i primi a non credere nel messaggio di gioia e speranza che proclamano?

sabato 26 marzo 2016

Sabato Santo


La messa del giovedì Santo non termina come le altre messe. Non c'è saluto finale. Perché in realtà non finisce, riprenderà la notte del Sabato Santo con la celebrazione della Pasqua, che infatti non inizia come le altre messe.
Questo uscire di Chiesa, ma sapere che la Messa non è finita, mi ha sempre dato una forte emozione. Da bambina sentivo che avrei dovuto comportarmi, nei giorni seguenti, come se fossi ancora alla Messa, se fossi ancora in Chiesa.
In questi tre giorni sento come se il mondo trattenesse il fiato. Sento un' atmosfera sospesa, di silenzio, di attesa.
Mi sembra di dover camminare in punta di piedi, per rispettare questo silenzio. Un po' come quando entriamo nell' interno di vecchi monasteri in cui il tempo sembra essersi fermato e ci muoviamo in silenzio per non disturbare.
Il mondo trattiene il fiato. Privato della presenza del suo creatore, ucciso dalle sue creature, attende.
Eppure non è un' attesa triste.
È come quando, da bambina, hai preparato una sorpresa per la mamma. Attendi con trepidazione di sentire i suoi passi e fremi al pensiero del suo sorriso e del suo abbraccio.
Il mondo attende.
E stanotte, finalmente, potrà lasciarsi andare alla gioia di gridare che la vita vince.
La morte esiste, ma non è la fine di tutto.
Dio vince sempre.
L'amore vince sempre.
E tutti coloro, nel mondo, che stanno spargendo terrore, per cercare di convincerci che solo chi è più forte, chi odia di più, vince, perderanno la loro battaglia davanti ad un uomo abbattuto, sconfitto, deriso, ucciso, che però si è affidato a Dio e ha vinto.
Ha vinto dove gli uomini vedevano solo una sconfitta.
Ha vinto per ricordare ad ognuno di noi che, anche quando tutto sembra perduto, anche quando perdiamo coloro che amiamo più della nostra stessa vita, non finisce tutto, ma "oggi sarai con me in Paradiso".



giovedì 4 febbraio 2016

Legge di Dio, leggi degli uomini

Ieri ascoltavo un parlamentare difendere le sue opinioni in aula portando a supporto brani dell'Antico Testamento. A parte che non mi sembra corretto difendere una legge portando le ragioni della fede, perché altrimenti un altro potrebbe portare frasi del Corano, dei Veda ecc... ma soprattutto a me lascia un po' perplessa il fatto che molti, per sostenere un'idea, si fermino all'Antico Testamento senza ricordarsi che dopo è venuto un certo Gesù a portare "a compimento" la legge data da Mosè. Quindi un cristiano deve leggere l'Antico Testamento alla luce delle parole di Cristo.
Mi viene in mente, a questo proposito, il brano evangelico dell'adultera portata davanti a Gesù per essere lapidata. Secondo la legge di Mosè, era giusto farlo. Ma Gesù, che aveva già detto che Mosè aveva dato certe leggi "per la durezza del vostro cuore", se ne esce, qui, con una frase che spiazza tutto l'uditorio: "chi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Non dice che la legge è sbagliata (lo avrebbero accusato di non seguire Dio), ma porta la questione su un nuovo piano. Nessuno può giudicare o condannare un'altra persona. Gesù non dice nemmeno che la donna non ha sbagliato. Le dice: "nemmeno io ti condanno". La perdona senza che lei lo abbia neanche chiesto. Non la giudica, non la condanna. Lui, l'unico che avrebbe potuto farlo.
Se quindi nemmeno Gesù, nemmeno Dio, giudica e condanna, come possiamo permetterci di farlo noi?
Come possiamo essere così feroci contro persone che chiedono solo di veder riconosciuto il loro diritto ad amarsi ed avere garantiti dalla legge gli stessi nostri diritti?
Anche ammesso che nella Bibbia non si approvino le unioni omosessuali, chi non è credente non è tenuto ad osservare la legge di Mosè, no?
Che danno può venire alle famiglie, se si regolamenta l'unione di due persone dello stesso sesso? Dare dei diritti ad un altro, non significa toglierli a me.
Non significa aprire le porte all'utero in affitto (quanto mi fa rabbrividire, questo termine), perché a questo mezzo ricorrono anche coppie etero. Forse, invece, se si rendessero più veloci, più semplici le adozioni (pur cercando di garantire al bambino l'ingresso in una famiglia che lo ami davvero), ci sarebbe meno rischio che le persone ricorrano a questa pratica. Forse. E comunque i bambini di coppie gay ci sono già, esistono, in qualunque modo siano nati, sono bambini da proteggere e a cui garantire il diritto ad avere una famiglia.
Anche io credo che la figura materna sia fondamentale, che crescere con entrambe le figure sia importante per uno sviluppo armonico di un bambino, ma credo sopratutto che crescere senza nessuna di queste figure sia decisamente più dannoso. Credo che anche i bambini che crescono con due mamme o due babbi vivano in un contesto familiare e sociale in cui avranno un modello dell' altro sesso a cui "ispirarsi", così come capita ai bambini che restano orfani di un genitore. Credo che, se l'amore non è egoistico, un bambino crescerà felice di sentirsi amato anche se i suoi genitori sono dello stesso sesso.

lunedì 18 gennaio 2016

Non si picchia nessuno

Continuo a non capire la differenza fra tirare uno schiaffo o una pacca sul sedere ad un adulto oppure ad un bambino...
Continuo a pensare a ciò che ha detto Gesù: "se ho parlato male, spiegami dove è il male, ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?"